martedì 5 agosto 2014

I GIORNI DELLA PACHAMAMA

I giorni della Pachamama


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di Rossella Grenci*
Il primo agosto rivive, in diversi paesi dell’America Latina, il rituale della terra, un rituale che sopravvisse alla colonizzazione spagnola: la festa della Pacha Mama, Madre Terra. Quindi agosto viene considerato come il primo mese dell’anno.
I rituali di questa tradizione sono cambiati nel corso del tempo. Così, secondo le antiche usanze di ogni popolo, cambia il modo di celebrarlo.

Nel nord delle Ande, il rituale prevede che si scavi un buco dove viene messa una pentola di terracotta con il cibo, pane e dolci, spighe di grano, una bottiglia di liquore o acquavite, tabacco e foglie di coca che viene poi ricoperto con pietre, per dar da mangiare alla Pachamama.
Nelle case c’è l’usanza di profumare i letti con resine e prodotti appositamente realizzati per l’occasione. Dopo aver girato ogni angolo della casa, si aprono le finestre per far uscire il fumo che porta via le malattie.
Agosto è un mese di venti freddi, detti wirapuka; i bovini devono sforzarsi per trovare pascoli verdi. L’uomo in questo emisfero si sta preparando per l’arrivo della primavera. Per gli storici occidentali, il rito della Pachamama ha un senso propiziatorio.
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Il culto della Madre Terra è uno dei più antichi nelle Ande del Sud America, al punto che alcuni autori lo considerano precedente anche all’adorazione di Inti, il dio del sole degli Incas.
Le comunità indigene nel nord-ovest dell’Argentina, Cile, Bolivia e Perù venerano la Madre Terra per un mese.
Nei villaggi delle Ande la Madre Terra, la Pachamama, celebra oggi la sua grande festa.
I suoi figli ballano e cantano in questa giornata interminabile […] E alla fine le chiedono perdono per i tanti danni – Terra saccheggiata, Terra avvelenata – e la supplicano di non castigarli […].
Questa è la fede più antica delle Americhe.
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Così salutano la madre, nel Chiapas, i maya tojolabales:
Tu ci dai i fagioli
che sono così saporiti
col peperoncino, con la tortilla.
Ci dai mais e buon caffè,
Madre adorata
abbi cura di noi
e che non ci venga mai in mente di venderti.
Lei non abita nel Cielo. Vive nelle profondità del mondo e là ci attende: la Terra che ci dà da mangiare è la Terra che ci mangerà.
(tratto da I figli dei giorni di Eduardo Galeano)


* Logopedista, scrittrice e autrice di diversi blog, tra cui Occhi di terra e di cielo. Tra i suoi libri Capire la Mia Dislessia (Erickson) e Le Aquile Sono Nate per Volare (edizioni la meridiana).

Grazie per i commenti.

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